Cantine Goretti

Azienda Agricola Goretti, di Perugia e a Montefalco

Storia

Intervista alla famiglia Goretti dopo la visita questa estate.
Goretti, nella DOC Colli Perugini dagli inizi del ‘900. Nasce come azienda agricola, per poi crescere ed evolversi con il passaggio epocale e generazionale in cantina, specializzata oggi solo nella produzione di vini di qualità. Azienda a conduzione familiare, un cambio dettato dai tempi, dai contesti, dal crescere e mutare della tecnologia ed anche dalle esigenze di mercato.

Realtà umbra sul territorio con produzione di vino, olio, miele e balsamico che già dagli anni 1940, è però con il “Nonno Gisberto Goretti” e il grande supporto della moglie oggi conosciuta come -Nonna Marcella– proseguito con i figli Stefano e Gianluca ed attualmente anche con le nipoti Sara e Giulia, realizzano il grande desiderio di specializzarsi nel mondo del vino.

“Il Vino è esperienza, e come tale va vissuta: andare ad individuare i vitigni che lo compongono, i sapori che lo caratterizzano. Ma non solo, diventa anche il momento in cui affiorano ricordi o altresì momento per crearne di nuovi, poi da ricordare. A coloro che vengono a farci visita, raccontiamo sempre la storia del nostro luogo e la storia della nostra famiglia e della tradizione che orgogliosamente tramandiamo “-Sara.

E’ stata un’evoluzione graduale, dalla produzione di vino sfuso, all’imbottigliamento con step qualitativi via via sempre più impattanti ed incisivi che ci hanno portato negli ultimi decenni al raggiungimento dei nostri obiettivi, oltre che ad una vera e propria escalation di riconoscimenti, che hanno avvalorato le nostre ambizioni e confermato il duro lavoro che c’è dietro ad ogni bicchiere di Vino Goretti  “-Giulia.

E’ con questo spirito che hanno affiancato alle degustazioni, delle vere e  proprie cooking class con la direzione magistrale di Nonna Marcella ed il suo libro di ricette tradizionali umbre, tradotto in 14 lingue. Uno strumento, un anello di congiunzione tra territorio, storia e cultura: all’interno infatti vi si trovano le ricette di Nonna Marcella, l’abbinamento con i vini Goretti accompagnati anche da suggerimenti di musica italiana, oltre che da indicazioni salutari.

Statua de L’Arringatore in Torre Goretti

La Nonna Marcella è diventata un po’ la nonna di tutti i nostri turisti e wine lover che vengono in cantina. E’ la nonna dei vini Goretti. Ci piace pensare che quando tornano a casa, diventano dei veri e propri Brand Ambassador dell’azienda e dell’Umbria” – Giulia

L’azienda e il Territorio
L’azienda, che consta oggi di 52 ettari di proprietà, ha selezionato i terreni dove coltivare i propri vigneti in zonazioni specifiche, selezionando quelli con le caratteristiche pedo-climatiche ideali per portare a maturazione le proprie uve. Una caratteristica interessante che li contraddistingue è che tutti i vigneti hanno esposizione solare “Est-Ovest” , oltre che una pendenza e tipologia di terreno ideale per la viticultura stessa.
Una premessa doverosa: agli inizi degli anni 90 un altro sogno della famiglia Goretti si è concretizzato con la fondazione dell’azienda “Le Mura Saracene” a Montefalco per annoverare tra gli studi e le produzioni ampelografiche Goretti anche il vitigno principe dell’Umbria, il Sagrantino. Un importante tassello per capire un’area vicina a quella di origine, di Perugia, ma molto diversa, la DOCG Montefalco.

E’ quindi da questa connessione con il proprio territorio e della comprensione del microclima che nasce l’esigenza di andare a catalogare il territorio proprio che rientrano nella DOC dei Colli Perugini.
Andare a studiare il terreno, l’esposizione, l’altitudine, il microclima e pertanto individuare le zone più vocate per la viticoltura con le diverse varietà e i diversi cloni. Un esempio è la presenza dei due cloni di Grechetto, G5 e G109 collocati su due diverse zone, da cui è stato selezionato “un vero e proprio CRU da cui deriva il bianco principale dell’azienda Il Moggio: 100% Grechetto, viene vendemmiato circa 15 giorni successivamente al grechetto che farà solo acciaio, diversamente da Il Moggio che vinifica completamente in barrique e rimane per circa 4 mesi” -spiega Sara.
Si allevano prevalentemente: Sangiovese, Ciliegiolo, Merlot, Grechetto, Trebbiano, Chardonnay, Pinot Grigio.
Terreno: medio impasto – argilloso.

Teca dei terreni dei diversi vigneti della famiglia Goretti

Design e Mercato
Per quanto riguarda l’immagine che accomuna tutte le etichette e il design dell’azienda, trattasi di una Torre risalente al XII secolo, la “Torre Goretti” per l’appunto, diventata simbolo e identità della famiglia Goretti.
Etichette quindi riconoscibili e riconducibili ad un luogo, grazie alla torre indice della zona di produzione della DOC Colli Perugini.

Entrando nella torre, ristrutturata sapientemente, lasciandola rigorosamente nelle sue spoglie originarie, si possono ammirare cunicoli, il tunnel sotterraneo, le feritoie che la caratterizzano. Oggi è il complesso multifunzionale dell’azienda, fulcro della cantina per degustazione tour”- racconta Giulia.

Unico discorso diverso invece per la linea produttiva denominata Fontanella (Rosso, Rosato e Bianco, IGT Umbria) che si presenta con un design più dinamica e minimal, “anche se la Torre è presente comunque nella retro-etichetta”.

Peculiarità dell’azienda è stata il valersi di etichette termolabili, ovvero termosensibili alla temperatura, presente sui bianchi più rappresentativi, dove le scritte e parti di etichetta cambiano colore dal bianco, al rosa al rosso in base alla temperatura di servizio del vino stesso.

L’idea nasce da un’esigenza di mercato, soprattutto per Il Moggio,  grechetto molto strutturato sicché la temperatura di servizio diventa fondamentale per apprezzare a meglio il prodotto. L’idea è stata molto apprezzato all’estero, soprattutto nel mercato giapponese, grande consumatore di questo vino. Abbiamo poi deciso di estendere questa particolare caratteristica dell’etichetta anche agli altri bianchi. Siamo molto attenti da sempre a -leggere- le esigenze del mercato, per poter meglio suggerire il prodotto ideale tra le diverse tipologie dei nostri vini e ad offrire il supporto di marketing in base ai diversi bisogni.”– spiega Stefano.

L’Arringatore 2016:

“La percentuale delle diverse uve, in questa annata, diventa per noi quasi fondamentale. Dietro c’è stato un lungo studio e sperimentazione del nostro team con l’enologo Emiliano Falsini, di me e di mio fratello, Stefano. Il lavoro si è concentrato sulla ricerca per far esprimere al calice il territorio” – puntualizza Gianluca.
L’Arringatore è da sempre il vino di punta dell’azienda. Il nome “Arringatore”, fa riferimento a un’importantissima statua etrusco-romana, di un oratore Aulo Metello, chiamato per l’appunto -L’Arringatore- con il braccio alzato per richiamare l’attenzione del popolo e poter compiere un’arringa.
Statua ritrovata nel 1566 proprio a Pila, il piccolo paese alle porte di Perugia, dove la cantina è localizzata. Dato il forte richiamo e l’appartenenza al territorio dell’azienda Goretti, oggi all’entrata della Torre Goretti viene custodito un calco che ricorda fedelmente il considerevole ritrovamento rinvenuto proprio non distante dalle vigne di quest’importante vino rosso che ne porta il nome L’Arringatore con orgoglio e che rispetto.

Sara Goretti e il Sagrantino Goretti DOCG

Degustazione
L’Arringatore 2016
, Colli Perugini DOC, blend di Sangiovese (60%), Ciliegiolo (20%) e Merlot (20%). 14 mesi in legno, 14.5%
“l’utilizzo e la tipologia dei legni, delle barrique selezionate, è variato in modo da non andare a sovrastare l’identità territoriale che il vino rosso L’Arringatore esprime da sempre. Con l’Enologo abbiamo così voluto investire nella barriccaia per mantenere ed esaltare il “terroir” e il frutto che questo vino riesce ad esprimere grazie alla bacca del Sangiovese grosso, invece che utilizzare le barrique per la tostatura dei legni, che spesso altera e maschera il gusto e l’identità del prodotto”- spiega Gianluca.

A conferma, a partire da un colore rubino con leggeri riflessi violacei si apre al naso su un frutto ancora molto croccante, tanta freschezza e mineralità e al tempo stessa tanta fibra. Una leggera spaziatura ammiccante, una noce moscata e ancora cacao amaro. Deciso, schietto e pulito anche all’assaggio con un tannino ancora pungente ma non preponderante e un frutto che ritorna sulla marasca. La freschezza ed un bel corpo vanno a sostenere quei 14.5% di eleganza e struttura che mai stancano, anzi che invitano al prossimo calice.
Abbinamento della Nonna Marcella, dal libro di ricette, “Torta al testo”Perugina.

Una grande curiosità: la Vinoterapia, denominata Winetherapy.
Per chiudere in bellezza e dare ancora più “dolcemente” un tocco rosa all’azienda, nata dalla tesi di laurea di Sara, -da SG: Sara Goretti a SG: Sara e Giulia, visto la collaborazione successiva delle sorelle, oggi continua il progetto concepito da 18 prodotti cosmetici che rispondono un po’ a tutte le esigenze. Derivanti dall’estrazione del polifenolo, un antiossidante naturale del vino. “Un prodotto eco-friendly dal momento che dell’uva e dei suoi componenti non viene scartato nulla, ma riutilizzato il tutto con sapienza, come appunto in questo caso”.

Vini Goretti
Strada del Pino n.4 – 06132 Pila (Perugia)
Telefono: 075 607316
Email: goretti@vinigoretti.com

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